DOVE ANDIAMO INSIEME?

In cammino con il compagno della nostra vita al fianco, un percorso insieme all’insegna dell’amore e della comunione, ma verso quale meta?

Spesso, chi vive pago dei propri sentimenti e della propria situazione personale evita di farsi domande, e si accontenta di bastare a se stesso. Spesso, la comunione e l’intimità con una persona rendono egoisti e si finisce con il pensare solo al comodo del nucleo familiare.

Ecco che un dono quale il matrimonio perde di potenza. Diventa fine a se stesso e poco utile. Si spegne. Non basta andare a messa insieme la domenica. Non basta neppure ringraziare il Signore per la persona che ci ha donato, e rinnovare con il Suo aiuto la fedeltà e la propria dedizione. Ciò non è sufficiente. È come dire: “che bel regalo ho ricevuto”, e poi tenerlo nascosto, affinché nessuno lo veda o lo possa rubare. Continuare a guardarlo nelle pareti domestiche, pensare di custodirlo così al meglio, e non pensare che un dono non serve solo a se stessi, ma è per la costruzione di un Regno che non è il nostro.

Cosa chiede Dio a una famiglia che Lui costituisce?

Tanto, tanto, tanto amore.

Non quello che proviene da un io egoista e possessivo, bensì quell’amore che Lui ha instillato nei cuori fino a quel giorno. Tale amore è il Suo, lo ha donato per formare quell’unità che da sempre aveva immaginato, ed esso deve portar frutto.

Come? Non tenendolo per sé, ma donandolo a propria volta.

A chi? A chiunque noi incontriamo.

* Matteo 5, 13-16: 13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.

14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 15né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

Ogni famiglia ha una propria e specifica vocazione. Essa non è esclusivamente quella di procreare. Non si limita a ciò una vocazione. È piuttosto una chiamata: “Venite dietro a Me, seguitemi!”

I sentieri del Signore sono vasti e spesso incomprensibili. Vanno percorsi. Due a due. Marito e moglie.

Verso dove? Dove Lui ci indicherà. Egli ha in mente per la coppia un cammino preciso, che esclude egoismi e puro soddisfacimento personale. È una strada sterrata e luminosa, e conduce a Lui in modo unico e prezioso. È la strada della fecondità e della vita, del noi e non più dell’io. Come comprendere qual è? Ascoltando e donando Amore. Aprendoci a Lui e al Suo volere.

Il Signore ha costruito la nostra famiglia per realizzare i Suoi desideri, e non i nostri. Solo così possiamo essere felici del nostro matrimonio e della nostra vita familiare: così compiamo il volere di Dio, che pace saperlo! Che bellezza pensare che Amare il nostro sposo è fare felice nostro Signore! Amiamolo sempre alla Sua luce e non alla nostra, restituiamogli quel medesimo sentimento che Dio ha infuso nel nostro cuore per lui, e contribuiremo a formare sulla terra il Regno di Dio!

A volte uno pensa di servire Dio facendo qualcosa, senza riconoscere che il punto di partenza non è fare qualcosa con il proprio compagno, ma amare il prossimo insieme a lui, come una nuova unità costituita dal Signore.

Due persone sono state unite in Lui, e Lui dice loro: “Amatevi e amate il prossimo in Me insieme. Questo è il seguirmi e il camminare verso di Me!”

Dove vanno due sposi? Essi vanno per la Via maestra, che è amore vero e benedetto, aperto al mondo e ai suoi bisogni. Amano insieme perché l’Amore è con loro, è questo che li ha uniti e che li tiene l’uno tra le braccia dell’altro. Gli sposi sono chiamati ad amare, consapevoli che questo solo è ciò che sanno fare insieme. Lo sposo guarda la sposa, lei gode di un amore che è benedizione e fecondità, e ricambia con tutta la sua dedizione.

Ma non finisce qui. Questo sguardo dura solo un attimo. I due da lì ripartono per la loro missione d’amore. Sono luce che illumina ogni strada, benedizione per quanti incontrano e balsamo per ogni sofferente.

La loro famiglia è potenza.

Il Signore chiama insieme a costruire, e ciò avrà un abbondante frutto. Seguiamolo dove Lui ci condurrà.

La nostra vita è legata allo sposo ed insieme propagheremo la Parola di vita, di cui rappresentiamo un frutto. Onoriamo il sacramento donando la vita a chi ci sta vicino. Essa è del Signore, non più nostra.

Beati noi, che conosciamo dal Padre questa volontà e da Lui abbiamo ricevuto tale chiamata! Rispondiamo sì e incamminiamoci dove Lui ci condurrà. Qualcuno ha bisogno di vedere il suo Amore, e noi non ci sottrarremo al nostro compito. Amiamo nei fatti e nella verità, ora e sempre.

* 1 Giovanni 3, 11-20: 13Non vi meravigliate, fratelli, se il mondo vi odia. 14Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. 15Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna. 16Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. 17Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio? 18Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. 19Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore 20qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

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