AMARE COME AMA DIO

Chi vuole davvero essere la moglie ideale, deve imparare ad amare. E per farlo, deve spogliarsi del suo amore carnale e rivestirsi di quello divino. Per capire meglio ciò di cui si sta parlando, leggiamo insieme alcuni versetti tratti dalla prima lettera di Giovanni.

* 1 Giovanni 4, 7: 7Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.

Dio è Amore e ci ha donato la vita. Essa è piena in noi, dal giorno in cui Egli si è manifestato nel nostro cuore. Come per imitazione, noi sappiamo amare. È una semplice conseguenza di un cuore rinnovato dall’amore di Dio per noi.

Se Dio ci ha dato la vita, noi amiamo. Noi amiamo cioè perché Dio è in noi. Ci ha parlato e resi suoi. Abita in noi e si muove attraverso noi.

E noi manifestiamo con l’amare il prossimo il fatto che l’abbiamo conosciuto e che Lui ci abbia cambiato il cuore.

* 1 Giovanni 4, 8: 8Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.

Se Dio non abita in noi, noi non possiamo conoscerlo. Se l’amore e la carità Sua non si insediano nel nostro cuore, noi non possiamo imitare i Suoi comportamenti con gli altri. Possiamo pure essere dei bravi uomini e delle buone donne, ma manchiamo dell’amore vero. Perché? Perché amare davvero una persona significa accarezzarla della carezza di Cristo, toccarla in Lui, abbracciarla e custodirla come Lui ha fatto con noi.

Se conosciamo Cristo, prevale in noi un nuovo stato d’animo: la gratuità.

Cosa guadagna Cristo dal Suo sacrificio per noi? Nulla di concreto, se non la gioia della salvezza eterna per il Suo amato.

Chi ama Cristo rinuncia al suo io per fare spazio a Lui, e vede l’altro come un dono e come un essere prezioso e insostituibile. Il vero amore è lasciare che Cristo, che abita in noi, ami, carezzi, sostenga chi abbiamo accanto. Ciò che noi proviamo per l’altra persona va ripulito a fondo dai nostri egoismi, e va interamente consegnato nelle mani di Dio. È Lui che amerà, per mezzo nostro, quella creatura nel Suo modo speciale. Noi, umili strumenti, al servizio di Dio per amare chi Lui ci ha messo vicino nel cammino terreno.

Triste non saper amare. Inevitabile, se non si ha neppure l’idea di cosa sia l’amore. Esso è una Persona, il Dio vivente, che si è insediato nel nostro cuore e aspetta solo il nostro sì per manifestarsi al mondo attraverso noi. Chi non cerca il Signore o non lo conosce, difficilmente capirà cosa è la gratuità e cosa è il sacrificio.

* 1 Giovanni 4, 11: 11Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.

Attenzione al verbo usato da Giovanni: “anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri”. Come se l’amore non fosse un istinto. Dio ci ama e ci salva, e noi non abbiamo neppure lo stimolo ad amare a nostra volta il prossimo. Come è possibile? Perché l’uomo combatte fino alla fine con la sua natura decaduta. Perché lotta ogni giorno con il suo egoismo e le sue paure, il suo senso di possesso e la sua brama. L’amare in Cristo è sempre una scelta meditata e difficile da prendere. Implica una grossa rinuncia: alla nostra soddisfazione. Ogni giorno guardiamo il nostro compagno di vita e pensiamo: “lo amo in me o in Cristo?”. La risposta giusta sarà ovviamente la seconda. E come potrà essere attuata? Con uno sforzo ponderato e necessario: la rinuncia al proprio io, per servire lo sposo come Dio serve l’uomo e Cristo la chiesa.

* 1 Giovanni 4, 12: 12Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi.

Attenzione: il Signore parla di reciprocità nell’amare. Non solo uno dei due deve amare in Cristo, ma entrambi. Altrimenti l’amore provato è solo un atto di gentilezza, non un vero segno di rapporto tra i due. Dio rimane tra i due, se essi si amano in Lui. L’amore tra uomo e donna è possibile solo se entrambi sanno amare (perché conoscono Dio), decidono di amare (rinunciando al proprio io) e lo fanno… insieme.

Nella loro reciprocità Dio si manifesta, anche se nessuno lo ha mai visto, e tutto l’amore che ne deriva (tra sposo e sposa, con Dio tra di loro) è perfetto.

* 1 Giovanni 4, 18: 18Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.

Se Dio è manifesto tra sposo e sposa, fidanzato e fidanzata, non c’è timore. L’amore sigillato da Lui spacca ogni dubbio, pericolo, idolatria, diffidenza, egoismo. Tutto viene superato, perché l’uomo ha rinunciato alla sua natura carnale per amare l’altro in Cristo. Il timore non ha alcun senso, perché ciò che è avvenuto è reciproco e santificato dall’alto. Chi si ama nel Signore si ama insieme e non l’uno sì e l’altro no. Questo sarebbe fonte di giusto timore. Ma ciò non rientra nei voleri celesti del Padre.

* 1 Giovanni 4, 20: 20Se uno dicesse: “Io amo Dio”, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.

Odiare e mentire. Non hanno il significato che pensiamo noi. Odiare significa “non amare”, cioè – per quanto detto finora – provare verso il prossimo sentimenti carnali e non sublimati dalla rinuncia in Cristo.

“Mentitore” è quindi la persona che si rivolge al prossimo con i suoi propri sentimenti: egli simula l’amore di Dio, ma in lui c’è inganno. Perché? Perché chi si rivolge all’amato in modo possessivo ed egoistico scimmiotta l’Amore vero, e arriva così ad odiare chi dice di apprezzare sopra gli altri.

È il prossimo che ci dice di chi siamo e a chi apparteniamo. Siamo di Dio? È vero solo se manifestiamo di Lui gli atteggiamenti con gli altri. Se lo abbiamo conosciuto, a Lui affidiamo il nostro cuore e scegliamo di amare chi ci ha messo accanto nella rinuncia e nella gratuità. Dio passa per i fratelli, perché è tra di loro che si è manifestato. Quindi, se sappiamo amare i nostri fratelli, onoriamo e dimostriamo di amare Dio stesso.

* 1 Giovanni 4, 21: 21Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.

Nella vita, potrebbe sembrarci più facile amare Dio soltanto. Ma ciò è solo teoria. Ci vogliono le opere! Quali sono? Onorare Dio nel prossimo. Ciò dà la pace vera. Anche questo è un ordine, a dimostrazione che Dio è sempre una scelta dell’uomo e non una naturale inclinazione.