Un cuore che sa scegliere

  • Un abito da sposa pomposo ed elegante, pronto per essere indossato. Chi lo mette andrà incontro al suo futuro, unendosi nella benedizione con l’amore della sua vita.

* Deuteronomio 30, 15-18: 15Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; 16poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. 17Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, 18io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare in possesso passando il Giordano.

Davanti a ciascuno di noi si aprono due strade: la benedizione e la maledizione. Esse sono due possibilità reali per noi, e tutto dipende da un sì. Non basta dire di no alla maledizione, ma è necessario proclamare il desiderio e la volontà di iniziare – o continuare – un percorso nella via del bene.

Il vestito da sposa è pronto per essere indossato, è specchio di purezza e mitezza, ma ha bisogno di una sposa per avere un senso. Senza la sposa è un oggetto inutile, che può anche rimanere chiuso dentro a un armadio. È la sposa che dà un significato all’abito, perché lo indossa per iniziare un cammino di sì al suo sposo e alla vita che intende cominciare con lui.

La sposa sia un esempio per noi: con l’abito della festa corre incontro al suo futuro, nella gioia di un percorso insieme prospero e felice. La sposa ha scelto, e si è preparata per questo momento facendo le scelte opportune che l’hanno condotta fin lì. Anche per noi vale la stessa cosa: ogni giorno dobbiamo scegliere per il bene e non per il male, dimostrandoci disponibili a metterci in camera, cambiarci e prepararci per indossare l’abito del giorno più bello. È proprio il giorno più importante per noi: andiamo incontro a Dio per dire di sì a quanto ha in mente per noi e per ricevere benedizione e felicità nella Sua volontà.

In realtà, ogni giorno sia un sì a Lui, ogni giorno in noi emerga il desiderio di correre nelle proprie stanze per indossare l’abito giusto per Lui. Ogni giorno quella stessa emozione, quello stesso desiderio e fiducia in Lui. Ogni giorno lo stesso amore e la stessa felicità.

Perché ogni giorno ci troviamo di fronte alla necessità di sceglierlo, di rinnovare la nostra promessa. Possa lo sposo trovarci nella casa con lo stesso atteggiamento con cui ci ha conosciuti ed amati, perché così Lui è rimasto con noi.

Quell’abito da sposa va conservato con ogni riguardo: non possiamo presentarci a Lui con un vestito differente. È l’unico adatto all’occasione. Di fronte al Signore servono l’antica purezza e l’antica ingenuità che contraddistinguono il giorno delle nozze. Esse non possono venir mai meno con Lui, perché di fronte ad una scelta così importante non si arriva impreparati o con abiti inadeguati.

Tutto deve parlare del Signore, e la nostra esteriorità è indice dell’interiorità, sempre. Rendiamoci disponibili a sceglierlo di nuovo, ogni giorno con fede e purezza. Manteniamoci sempre come quel giorno, perché il nostro cuore sia capace di battere con il Suo, con gioia e trepidazione. Il nostro abito brilli per Lui e per la vita che abbiamo scelto. Nulla ci mancherà, perché tutto è già in noi e con noi.

* Matteo 22, 1-14: 1Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: 2“Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. 3Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. 4Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. 5Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; 6altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.

7Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 8Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; 9andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. 10Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. 11Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, 12gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. 13Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. 14Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti”.

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