Cecità spirituale

12Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: “Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?”. 13Ed egli rispose: “Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. 14Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!”. (Matteo 15, 12-14)

Perchè alcuni di noi sono ciechi spiritualmente? Spesso a causa di scelte o di abitudini sbagliate. Altre volte si tratta di pesanti eredità spirituali. La cecità impedisce di vedere, facendoci vivere immersi nelle tenebre e rendendoci preda della menzogna molto facilmente. Se Gesù non interviene per guarirci, il nostro limite spirituale ci induce a due atteggiamenti errati:

  • L’immobilità. Non vedendo, preferiamo stare fermi per non ferirci e per evitare di danneggiare qualcosa o qualcuno. La conseguenza è la non scelta e, progressivamente, la passività; diventiamo rigidi e freddi, impauriti da tutto e da tutti.
  • La falsità. Siamo ciechi, eppure fingiamo che non sia così! Ci spingiamo oltre i nostri limiti contando sulle nostre forze e sui nostri ingannevoli sensi; scambiamo una cosa per un’altra e scegliamo ciò che ci fa comodo senza pensare ad approfondire quale sia la Verità.

Essere ciechi non è un problema: lo è rassegnarsi o fare finta di niente. Spesso questi atteggiamenti celano una paura di fondo: guardarsi per quello che si è realmente.

Chi è cieco infatti non vede il mondo che lo circonda, ma soprattutto non vede se stesso. Il problema però non è non poter vedere… ma non voler vedere! Di fronte a questa resistenza Gesù ha le mani legate.

Guardarsi e vedersi mancanti, limitati, bisognosi, sporchi, peccatori… non è una vista gradevole. Per qualcuno potrebbe anche essere uno shock, soprattutto se per lungo tempo ha avuto una falsa opinione di sé. Ma Gesù non può guarire chi non si sente bisognoso di cure; non può ricolmare di grazia chi non si sente peccatore; non può salvare chi non crede di aver bisogno di salvezza.

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