Quale albero sceglieremo?

19In realtà mediante la legge io sono morto alla legge, per vivere per Dio. 20Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. 21Non annullo dunque la grazia di Dio; infatti se la giustificazione viene dalla legge, Cristo è morto invano. (Galati 2, 19-21)

Ciò che fa la differenza nella nostra vita è Gesù, l’agnello di Dio, con il suo amore e la sua misericordia.

Spesso abbiamo difficoltà a capire ed accettare queste semplici verità, ma Dio non si scoraggia perché vuole che noi le comprendiamo e le viviamo. Egli sa che abbiamo la tendenza a volerci salvare da soli con le nostre opere buone…tutto a causa di un episodio accaduto molto tempo fa.

9Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. […] 16Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti”. (Genesi 2, 9; 16-17)

Il comando di Dio era chiaro. Adamo ed Eva potevano mangiare da tutti gli alberi, tranne uno. Come mai ci fissiamo solo su quell’unico divieto e limitiamo la nostra vista di fronte alla generosità di Dio? Il Signore aveva posto l’albero della vita proprio nel mezzo del giardino!

Ogni albero produce un frutto; quello dell’albero vietato è la conoscenza di due cose tra loro opposte, bene e male. Si tratta forse di un albero con due frutti? No, perché il frutto di ogni pianta è unico. In questo caso il frutto è la conoscenza, cioè il sapere, indipendentemente da Dio.

Se la conoscenza del bene, da sola, fosse stata cosa buona per noi, Dio non ce l’avrebbe rifiutata. L’avrebbe creata come frutto di un albero a sé stante, separata dalla conoscenza del male. Invece la conoscenza del bene è equiparata a quella del male, sono il frutto della stessa pianta! L’albero proibito simboleggia la Legge, che crea uno spartiacque tra bene e male; essa ci mostra il peccato, ma non ci salva. Siamo destinati alla morte sia che riconosciamo il nostro peccato, sia che non lo riconosciamo. Conoscere il male è senz’altro morire, ma lo è anche conoscere il bene, perché di fronte alla Legge ci rendiamo conto che da soli non possiamo fare nulla. Le opere della carne sono votate alla morte: sia quelle buone sia quelle cattive.

Adamo ed Eva avrebbero potuto mangiare dell’albero della vita direttamente, senza dover passare dalla morte, ma non è andata così. La loro scelta sbagliata però non ha impedito a Dio di rimediare al danno fatto. Noi dobbiamo per forza passare dalla  strettoia della morte nella carne, in quanto figli di Adamo; ma se ci fermiamo a guardare questo, non gusteremo mai la vita che Dio stesso ci offre! Questa Vita non è lontana. Gesù è la Via per questa Vita eterna. Essa è proprio accanto a noi.

5Mosè infatti descrive la giustizia che viene dalla legge così: L’uomo che la pratica vivrà per essa.  6Invece la giustizia che viene dalla fede parla così: Non dire nel tuo cuore: Chi salirà al cielo? Questo significa farne discendere Cristo; 7oppure: Chi discenderà nell’abisso? Questo significa far risalire Cristo dai morti. 8Che dice dunque? Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore: cioè la parola della fede che noi predichiamo. 9Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. 10Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. 11Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso.12Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l’invocano. 13Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. (Romani 10, 5-13)

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